Silimarina dal cardo mariano: coadiuvante nella steatosi epatica non alcolica

Yamamoto - in Blog
Ultima modifica: 2018-09-11
Conosciamo da lungo tempo la silimarina, un fitoestratto tra i più studiati nel campo dell’epatologia, e i suoi derivati dai semi del cardo mariano sono noti per il trattamento delle malattie epatiche, dal forte potere antiossidante.
 

È emerso che l’incidenza della steatosi epatica non alcolica in Italia si aggira verso il 40% della popolazione ed è prevalente nel 67% dei soggetti sovrappeso e nel 91% obesi. La presenza concomitante di steatosi epatica, obesità ed insulino-resistenza è una situazione clinica sulla quale i ricercatori continuano a studiare. Un fattore critico dimostrato è lo stress ossidativo intraepatico, che può peggiorare la steatosi in infiammazione del fegato e fibrosi (eccessivo accumulo di tessuto connettivo che danneggia il fegato in modo cronico, come cicatrizzandolo). Conosciamo da lungo tempo la silimarina, un fitoestratto tra i più studiati nel campo dell’epatologia, e i suoi derivati dai semi del cardo mariano sono noti per il trattamento delle malattie epatiche, dal forte potere antiossidante che numerose ricerche hanno dimostrato un impatto positivo sulla rigenerazione delle cellule epatiche e detossificazione del fegato da alcol e farmaci.
È confermato pure che la silimarina, combinata con la vitamina E, ha dimostrato di migliorare l’insulino-resistenza, la steatosi epatica, il profilo degli enzimi epatici ed il metabolismo lipidico nei pazienti con steatosi epatica non alcolica. Tanti “disturbi della pessima alimentazione o maleducazione alimentare moderna”. In uno studio recente, condotto su 80 soggetti, solo il gruppo trattato per 3 mesi con il nutraceutico a base di silimarina e vitamina E in combinazione ad una dieta Mediterranea moderatamente ipocalorica, ha dimostrato una riduzione significativa del grasso epatico oltre che del peso corporeo. Il gruppo di controllo che, invece, ha seguito la sola dieta non ha mostrato variazioni.
Questi dati, e tutta la serie di altri studi importanti, suggeriscono che l’uso di un nutraceutico come la Sillimarina e una dieta mirata (che deve esser sempre il fattore in primis da sistemare in caso di steatosi alcolica/e non) abbinati con il più grande “farmaco naturale” ovvero l’attività fisica, si possono raggiungere miglioramenti clinici più che soddisfacenti.

 
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